I Meccani

L’Aerocigno e il Ferricottero sono il risultato di un giocoso assemblaggio di scarti industriali impiegati come materiali scultorei: simulazioni gioiose che inducono a immediate riflessioni sulla responsabilità dell’essere umano nei confronti del creato di cui è custode pro tempore. Uno sguardo critico e ironico sulla realtà che conduce ad un’analisi dei comportamenti sociali, analogamente a quella condotta dagli artisti del Nouveau Réalisme (1961) i quali sottolineavano le potenzialità espressive e la valenza estetica di oggetti sottratti ad un destino inesorabile imposto dal sistema produttivo.

I singoli pezzi recuperati da Sergio Fantoni sono reperti della contemporaneità che testimoniano la storia di errori umani: studi e calcoli di progettazione sfociati nella realizzazione di manufatti inutili perché inutilizzabili, comportando per la società costi altissimi di denaro pubblico e privato, di dispendio energetico e oneri ambientali.

Anche la Barcabanda segue il pincipio duchampiano del ready-made: bandelle preesistenti, le quali sovrapposte, appaiono come una linea nello spazio, disgiunte, assumono la sagoma del corpo galleggiante di una piccola barca.

La materializzazione del segno nell’aria è nuovamente prerogativa della Tondonna: un filo immaginario nell’aria che delinea delle forme, tracciate poi sulla carta e materializzate infine nello spazio.

Chiara Tumbarello

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