Sergio Fantoni

La linea base del disegno costituisce il punto di partenza dell’arte di Sergio Fantoni. Attratto fin da giovanissimo dall’essenzialità delle forme nello spazio, Sergio Fantoni ha l’opportunità di avvicinarsi e sviluppare la propria passione grazie ad una felice circostanza: viene assunto nell’industria aeronautica Piaggio di Finale Ligure in qualità di tracciatore. Oggi totalmente affidata alla tecnica informatica, all’epoca l’operazione di tracciatura era eseguita da un addetto specializzato ed era volta alla realizzazione di prototipi, seguendo i disegni dei progettisti.

La medesima attenzione allora prestata a tali disegni viene impiegata oggi da Sergio Fantoni verso le sagome e i profili degli oggetti che ci circondano, dai quali prende spunto per creare nuovi manufatti, appartenenti in primo luogo alla sua immaginazione.

I materiali adoperati dall’artista sono dunque già presenti nell’ambiente, essi rientrano nella categoria “non più utilizzabile”, eventualmente “riciclabile”: il passaggio dall’usa e getta a “usa, riusa e ricicla” costituisce la modalità attraverso la quale materializzare le proprie personali linee; le sculture sono anch’esse dei prototipi le quali possono essere modificate, smontate, implementate e in ultimo, sempre riciclate.

Se all’arte contemporanea e all’autonomia dell’artista è richiesta l’immersione nel proprio tempo, Sergio Fantoni più che mai adempie a tale compito applicando alle sue opere il principio della sostenibilità, termine che conduce ad un argomento più che mai attuale: la salvaguardia dell’ambiente. Pura meccanica nel compiere il gesto artistico, fatto solo di energia del corpo, quindi del sole e della terra.

Anche i disegni richiamano la tracciatura e sono proposti allo spettatore in termini di visione-azione in quanto l’artista, trasponendoli dalla propria fantasia alla tela per comunicare una parte di sé, offre l’opportunità di trasformarli in manufatti.

Chiara Tumbarello

Incisioni d’Autore

Alle Sculture in  metallo recuperato e ai disegni su carta si aggiunge una nuova lavorazione basata sulla tracciatura incisione di lamiere di alluminio,  in parte realizzate su grandi dimensioni come rappresentazioni di visioni e in parte realizzate su piccole dimensioni come rappresentazione di simboli, frasi, nomi di persone, lettere che diventano segni e disegni. Tutto fatto a mano.

Le fasi di realizzazione per le piccole incisioni: orecchini, ciondoli,

studio preparatorio su commissione consistende nel disegno bozzetto

il tema fornito dal richiedente, puo essere una frase un nome di persona o un simbolo

tracciatura

realizzazione a mano

l’oggetto realizzato sarà unico nella forma e nel contenuto-significato e sarà collegato alla persona.  l’autore conserverà i dati: fotografia, disegno, contenuto e soggetto proprietario

 

2 / 9 agosto Personale di Sergio Fantoni a Bordighera

Dal 2 al 9 agosto a Bordighera, presso la Chiesa Anglicana in via Regina Vittoria (orario 21.00/23.00), si terrà la prima mostra di Sergio Fantoni “Tracce di Materializzazione”. Fantoni, nativo di Andora, è un artista così vicino al Futurismo da riportarci indietro al tempo di Marinetti, e contemporaneamente da proiettarci nel futuro. Un percorso tra scocche, telai, curvilinee e meccani: una mostra da visitare con tutti i sensi, una visione da scoprire e spesso con cui ritrovarsi magicamente allineati.

Chiara Tumbarello, la curatrice della mostra, ne scrive:
La linea base del disegno costituisce il punto di partenza dell’arte di Sergio Fantoni. Attratto fin da giovanissimo dall’essenzialità delle forme nello spazio, Sergio Fantoni ha l’opportunità di avvicinarsi e sviluppare la propria passione grazie ad una felice circostanza: viene assunto nell’industria aeronautica Piaggio di Finale Ligure in qualità di tracciatore. Oggi totalmente affidata alla tecnica informatica, all’epoca l’operazione di tracciatura era eseguita da un addetto specializzato ed era volta alla realizzazione di prototipi, seguendo i disegni dei progettisti.
La medesima attenzione allora prestata a tali disegni viene impiegata oggi da Sergio Fantoni verso le sagome e i profili degli oggetti che ci circondano, dai quali prende spunto per creare nuovi manufatti, appartenenti in primo luogo alla sua immaginazione.
I materiali adoperati dall’artista sono dunque già presenti nell’ambiente, essi rientrano nella categoria “non più utilizzabile”, eventualmente “riciclabile”: il passaggio dall’usa e getta a “usa, riusa e ricicla” costituisce la modalità attraverso la quale materializzare le proprie personali linee; le sculture sono anch’esse dei prototipi le quali possono essere modificate, smontate, implementate e in ultimo, sempre riciclate.
Se all’arte contemporanea e all’autonomia dell’artista è richiesta l’immersione nel proprio tempo, Sergio Fantoni più che mai adempie a tale compito applicando alle sue opere il principio della sostenibilità, termine che conduce ad un argomento più che mai attuale: la salvaguardia dell’ambiente. Pura meccanica nel compiere il gesto artistico, fatto solo di energia del corpo, quindi del sole e della terra.
Anche i disegni richiamano la tracciatura e sono proposti allo spettatore in termini di visione-azione in quanto l’artista, trasponendoli dalla propria fantasia alla tela per comunicare una parte di sé, offre l’opportunità di trasformarli in manufatti.

I Meccani

L’Aerocigno e il Ferricottero sono il risultato di un giocoso assemblaggio di scarti industriali impiegati come materiali scultorei: simulazioni gioiose che inducono a immediate riflessioni sulla responsabilità dell’essere umano nei confronti del creato di cui è custode pro tempore. Uno sguardo critico e ironico sulla realtà che conduce ad un’analisi dei comportamenti sociali, analogamente a quella condotta dagli artisti del Nouveau Réalisme (1961) i quali sottolineavano le potenzialità espressive e la valenza estetica di oggetti sottratti ad un destino inesorabile imposto dal sistema produttivo.

I singoli pezzi recuperati da Sergio Fantoni sono reperti della contemporaneità che testimoniano la storia di errori umani: studi e calcoli di progettazione sfociati nella realizzazione di manufatti inutili perché inutilizzabili, comportando per la società costi altissimi di denaro pubblico e privato, di dispendio energetico e oneri ambientali.

Anche la Barcabanda segue il pincipio duchampiano del ready-made: bandelle preesistenti, le quali sovrapposte, appaiono come una linea nello spazio, disgiunte, assumono la sagoma del corpo galleggiante di una piccola barca.

La materializzazione del segno nell’aria è nuovamente prerogativa della Tondonna: un filo immaginario nell’aria che delinea delle forme, tracciate poi sulla carta e materializzate infine nello spazio.

Chiara Tumbarello

Le Curvilinee

L’attività di ideazione e progettazione applicata ai prodotti d’uso realizzati con processi industriali, in cui la componente tecnico-funzionale si coniuga alla valenza estetica è il fil rouge che ci accompagna attraverso le opere di Sergio Fantoni, siano esse sculture o disegni. Riallacciandosi ai principi sostenuti dal Futurismo e dal Neoplasticismo, l’artista proclama l’autonomia espressiva degli oggetti prodotti industrialmente e ne propone la purezza delle linee, la luminosità delle superfici, la funzionalità dei materiali e dei colori.

Le Curvilinee (inchiostro di china nero)

I corpi e gli oggetti sono rappresentati attraverso la reiterazione di linee curve parallele su sfondi monocolore o bicolore. Bidimensionalità e voluminosità dialogano in perfetta sintonia.

Chiara Tumbarello

I Telai

L’attività di ideazione e progettazione applicata ai prodotti d’uso realizzati con processi industriali, in cui la componente tecnico-funzionale si coniuga alla valenza estetica è il fil rouge che ci accompagna attraverso le opere di Sergio Fantoni, siano esse sculture o disegni. Riallacciandosi ai principi sostenuti dal Futurismo e dal Neoplasticismo, l’artista proclama l’autonomia espressiva degli oggetti prodotti industrialmente e ne propone la purezza delle linee, la luminosità delle superfici, la funzionalità dei materiali e dei colori.

I Telai (inchiostro di china nero)

Proprio come l’ossatura strutturale di un telaio costituita da vari elementi quasi sempre rettilinei, questi disegni, pur caratterizzati da bidimensionalità, ci riportano ai valori base dell’arte di Sergio Fantoni: linee immaginarie che materializzate nello spazio acquisiscono forme interpretabili liberamente da colui che si trova ad osservarle.

Chiara Tumbarello

Le Scocche

L’attività di ideazione e progettazione applicata ai prodotti d’uso realizzati con processi industriali, in cui la componente tecnico-funzionale si coniuga alla valenza estetica è il fil rouge che ci accompagna attraverso le opere di Sergio Fantoni, siano esse sculture o disegni. Riallacciandosi ai principi sostenuti dal Futurismo e dal Neoplasticismo, l’artista proclama l’autonomia espressiva degli oggetti prodotti industrialmente e ne propone la purezza delle linee, la luminosità delle superfici, la funzionalità dei materiali e dei colori.

Le Scocche (disegni a matita, pastelli, matite colorate, acquarelli, pantoni).
Forte è il rimando alle lamiere di scarto che nei disegni si traducono in forme modellate e piene, cariche di valore plastico.

Chiara Tumbarello